Sono sempre più convinta che festeggiare le donne sia ormai diventato una consuetudine sterile, priva del significato originale che si voleva attribuire a questa ricorrenza, e che questo giorno sia ormai esclusivamente votato al commercio.
Quello di oggi non è una festa, ma la ricorrenza di un evento tragico.
Non tollero la mercificazione della figura femminile, non tollero lo scempio di mimose che viene fatto in questi giorni, non tollero quegli stupidi spettacoli che vengono messi in scena ogni 8 marzo da spogliarellisti che si denudano di fronte a donne arrapate.
C’è da dire anche che non tollero nemmeno i cimiteri bardati a festa solo il 2 novembre mentre durante tutto l’anno sono abbandonati a se stessi, che non tollero nemmeno la festa di San Valentino o il divertimento a tutti i costi della notte di Capodanno … ma io sono fuori dai canoni, si sa ….
Danubio
di Adriano
per 45 porzioni
700gr farina W 300 (in alternativa manitoba commerciale, tagliata con un 40% di 00 11 – 12% di proteine)
200gr acqua
4 uova + 1 tuorlo
70gr strutto
60gr zucchero
15gr burro
14gr sale
10gr lievito fresco
10gr olio evo
1 cucchiaio + 1 cucchiaino di miele d’acacia.
Prepariamo un preimpasto con l’acqua intiepidita, 200gr di farina, il cucchino di miele ed il lievito. Lasciamo gonfiare (ca. 40’).
Montiamo la foglia, aggiungiamo 120gr di farina, un uovo e 15gr di zucchero. Avviamo a vel. 1. Quando la massa avrà preso corpo, inseriamo il burro non troppo morbido e lasciamo assorbire. Montiamo il gancio e facciamo andare a vel. 1,5, fino ad incordare. Copriamo la ciotola e lasciamo triplicare a 28°.
Riavviamo la macchina con il gancio e, non appena l’impasto si sarà avvolto a questo, aggiungiamo un uovo, seguito da 1/3 di zucchero ed uno spolvero di farina. Continuiamo allo stesso modo, lasciando alla fine il tuorlo che inseriremo con il sale. In ultimo aggiungiamo il miele, seguito, all’assorbimento, dalla farina rimanente. Ad impasto incordato, aggiungiamo lo strutto piuttosto freddo e, quando sarà assorbito, inseriamo l’olio a filo. Impastiamo a velocità sostenuta, ribaltando spesso l’impasto, fino a che non si presenterà semilucido e liscio. Facciamo la prova del velo e, se c’è, interrompiamo la lavorazione.
Lasciamo riposare coperto per 15’, diamo un giro di pieghe di tipo 1. Trasferiamo in un contenitore sigillato e sistemiamo tutto in frigo, a 4 – 5° fino al giorno seguente.
Riportiamo il contenitore a temperatura ambiente e riprendiamo la lavorazione ai primi cenni di lievitazione: appiattiamo l’impasto con le mani e diamo un secondo giro di pieghe di sovrapposizione, curando di non incorporare aria.Copriamo a campana. Dopo 20’, spezziamo in porzioni da 30gr ed avvolgiamle a sfera, senza stringere.Con la chiusura in alto, appiattiamole e farciamole come più gradiamo. Sigilliamo come mostrato in foto. Disponiamo le sferette, ben distanziate, in uno stampo imburrato, copriamo con pellicola e lasciamo raddoppiare a 28°. Pennelliamo con albume ed inforniamo a 170°, fino a completa cottura (ca. 35 – 40’). In alternativa, possiamo formare delle trecce ripiene o degli occhi di bue.
Con la dose data, io ho realizzato 20 “palline” di Danubio e una mega treccia farcita (che la prossima volta farcirò di più).
Buon Appetito!
Stefania
Stefania
12 commenti
Sacrosante le tue parole sulla ricorrenza (anzi sulle ricorrenze).
Ovviamente condivido in toto.
Riguardo le feste la penso anch'io come te. Si deve festeggiare quando si sente il desiderio non perchè qualcuno te lo impone. Il danubio io lo adoro, ma la versione di Adriano non l'ho mai fatta, la proverò. Ciao e buona giornata.
aspetto estremamente invitante :))
condivido pienamente il tuo pensiero su questo tipo di ricorrenze e su altre..se tu sei strana allora io ti faccio volentieri compagnia
ieri il mio fruttivendolo (ebbene sì) mi ha regalato un barattolo super di crema al gianduia vicina alla scadenza e ho pensato di fare un danubio per evitare lo scempio di buttarla via; oggi mi collego e vedo il tuo che hai riprodotto da una ricetta di Adriano, che fortuna!
ok, è giunto il momento di fare anch'io questo danubio.. mi fa una voglia! il tuo è perfetto!! concordo con il tuo pensiero.. non abbiamo bisogno di aspettare l'8 marzo epr poterci sentire libere e noi stesse!!
Zio: ma tu sei avanti mica per niente!
Alessandra: come tutte le feste (mamma, papà, nonni, san valentino), questo è un giorno che andrebbe festeggiato sempre!
Franci: merito del Maestro!
Francesca: se hai difficoltà a consumarla tutta, ti aiuto volentieri a leccare il barattolo ….
D'accordissimo con te, anche io non sopporto le feste che creano inutili aspettative, la giornata di oggi invece ha per me un grosso significato, uno di quelli che è difficile spiegare con semplici parole…il danubio di Adriano è uno degli scalini che devo decidermi a salire, dopo quello preparato per l'MTC, mi è rimasta la voglia di provarlo…ma è finita nel solito cassetto! Intanto godo alla vista del tuo!
anch'io condivido tutto Stefy, parola per parola! Anche il danubio condividerei a dirti la verità, se ce l'avessi qui!

Mi è dispiaciuto molto non esser riuscita a partecipare al tuo contest, ma ho avuto esami all'uni fino a martedì…credimi che il mio pensiero però era qui!
Ti mando un bacio
Ago
La settimana scorsa…mi era venuta l'idea di scrivere un post sulla festa della donna…ma non l'ho fatto. Cosa avrei pubblicato?…con modi ridondanti e più "pallosi" la stessa cosa che hai detto tu in modo coinciso e con piglio da condividere.
Non ho facebook…ma virtualmente il mio "mi piace" c'è tutto.
Passiamo quindi alla ricetta . Adoro il danubio e questo lo sai. Le ricette di Adriano sono poi un certo riferimento di non facilissima riproduzione perchè usa bilanciamenti che richiedono attenzione ma tu sei stata bravissima!
Da sempre ho il cruccio di non poter ripetere alcune sue ricette perchè l'impastatrice in alcuni passaggi è abbastanza importante mi accontento però di bilanciamenti possibili per l'impasto a mano…e mi ri-illumino quando vedo chi si cimenta…e con questi risultati
Beh, io credo che le feste diventano commerciali nel momento in cui noi le facciamo diventare così, anche natale in un certo senso è una festa potenzialmente molto commerciale, ma carica di significato per chi crede. E soprattutto penso che questi sono giorni in cui è irrilevante fare gli auguri, regalini variamente inutili, e festicciuole tra parenti/fidanzati/amici, ma sono importanti per sottolineare degli aspetti della vita a cui molto probabilmente non pensiamo negli altri giorni. Tutto qui. E poi spesso vedo persone, sicuramente non è il tuo caso, che criticano certe festività solo per andare "controcorrente", non so se mi spiego, e forse questo è ancora peggio di commercializzare il natale. Un bacio!
Anche io condivido le tue parole iniziali del tuo post … ma non le estremizzo a tutto quanto!
C'è modo e modo di far festa ed un conto è andare a far le cretine con gli spogliarelli un conto è anche solo mangiare una pizza o bere un the in compagnia di amiche (e non solo ovviamente oggi) …
In Italia poi si parla sempre bene e si razzola male … tutti si sentono controcorrenti verso le feste … però poi si diventa pazzi per il thanksgiving, per halloween o per San Patrick tra non moltissimi giorni … tutte ricorrenze che con noi non c'entrano assolutamente nulla …
Auguri a tutte dai!!! Un bacione
Monique
Luisa: sopratutto non abbiamo bisogno dell'8 marzo per sentirci donne
Greta: lungi da me criticare chiunque attribuisca a questa festa il giusto valore che dovrebbe avere. Forse sono in pochi a pensarla come te!
Ago: tranquilla, non si offende nessuno. Sappiamo che è stato un contest impegnativo e sappiamo che ognuno ha i suoi tempi!
Gambetto: probabilmente saresti risultato meno critico e più diplomatico. Queste sono doti che io non ho! Grazie degli apprezzamenti, è vero, buona parte del lavoro lo fa l'impastatrice. Ma farlo a mano … chissà che soddisfazione!
Silvia: qui non si vuole andare assolutamente controcorrente, mi sono solo permessa di esprimere il mio pensiero su queste festività che, proprio come il Natale, (e lo dico davvero con amarezza) perdono sempre più il loro valore originale per diventare anno dopo anno la festa solo dei commercianti.
Monique: credo che le feste americane siano state importate solo per effetto della globalizzazione. Forse perchè è bello sentirsi americani per un giorno (Hai mai pensato che ancora non abbiamo importato il 14 luglio? Forse le antiche rivalità con i nostri cugini d'oltralpe???) o forse solo per avere un pretesto in più per festeggiare, anche se è una festa che non ci appartiene.